Lione, la città del vento e dell’acqua

Lione, la città del vento e dell’acqua

Una tappa spesso sottovalutata

È passato più di un anno dal mio viaggio nella stupenda Valle della Loira, tra castelli da fiaba e villaggi incantevoli.

Oggi vi parlo di un luogo scelto semplicemente come tappa intermedia per spezzare il lungo viaggio fino a Tours, e mai scelta fu più azzeccata: Lione si è rivelata una città di grande fascino.

Situata nella regione Auvergne Rhône-Alpes, nel sud-est della Francia, Lyon sorge sulla confluenza dei fiumi Rodano e Saona. Originariamente fondata dai Romani, è sempre stata un importante snodo commerciale.

In estate si raggiungono temperature piuttosto alte, mitigate in parte dal vento che in prossimità dei fiumi diventa piuttosto forte. Due-tre giorni sono sufficienti per vedere le principali attrazioni e per immergersi nell’atmosfera vivace di Lione.

Mur des Canuts Lyon

La Presqu’île

Lione Rodano

Come suggerisce il nome, questa zona è la penisola che si estende tra i fiumi Rodano e Saona, alla fine della quale confluiscono in un unico corso d’acqua. Da non perdere sono Place Bellecour con la statua equestre di Luigi XIV, Place de la Comédie con il municipio e Place des Terreaux, dove si trova il Museo di Belle Arti.

Rue de la République è una delle vie pedonali più lunghe d’Europa: chi ama fare shopping qui troverà un’ampia scelta di negozi.

L’estremità della Presqu’île cambia radicalmente aspetto: i palazzi in stile Haussmann lasciano posto a edifici post-industriali e a progetti architettonici di design. Ex quartiere industriale, quello della Confluence è oggi un luogo di profondo rinnovamento urbano. Noi ci siamo arrivati tramite il battello e dal fiume abbiamo visto delle bizzarrie architettoniche come Le Cube Orange e Le Cube Vert. Mi è piaciuto molto vedere come un ex quartiere industriale composto prevalentemente da capannoni e fabbriche sia stato riqualificato in chiave moderna e futurista.

Il Musée des Confluences si trova al termine della penisola, poco prima del punto in cui le acque di Rodano e Saona si incontrano. La sua struttura in vetro e metallo dalla forma geometrica vuole ricordare una nuvola.

Al suo interno c’è un percorso permanente di storia naturale, antropologia e scienze della terra.

Musée des confluences

Vieux Lyon

Sull’altra sponda della Saona si trova il cuore pulsante della Città Vecchia, patrimonio UNESCO e zona dal grandissimo fascino caratterizzata da vicoletti, case antiche e una vivacità contagiosa. La Cattedrale di Saint-Jean nell’omonima piazza presenta una facciata gotica, che al tramonto da bianca assume un colore dorato. Non perdetevi l’interno in gotico romanico e l’orologio astronomico, che si aziona più volte al giorno.

Lione Saint-Jean

Proprio da Saint-Jean si snoda una delle vie più caratteristiche della città vecchia, piena di negozi e locali. Qui vedrete le antiche osterie di Lione, i cosiddetti bouchon. Sono il posto ideale dove provare la cucina tipica del posto, di cui approfondisco a fine articolo.

Una particolarità urbanistica un po’ nascosta è rappresentata dai traboule: si tratta di passaggi pedonali che permettono di transitare da una via all’altra attraverso corti interne e condomini. Questo elemento urbanistico è tipico di Lione e di altre città francesi. I vantaggi di utilizzare i traboule erano di sfruttare un passaggio coperto e che permettesse di abbreviare il transito da una via all’altra.

Essendo posti all’interno di edifici privati, non credevo che avrei potuto attraversarli. Fortunatamente ce ne sono alcuni aperti al pubblico e percorribili da tuttə, a patto di fare silenzio per non disturbare chi abita nei palazzi. Cercate su Google Maps per scoprire dove accedere a quelli più noti.

Traboules Lione

La Croix-Rousse

Mur des canuts Lione

Questa collina era sede delle seterie e delle botteghe artigiane della città, motivo per cui viene anche detta la “collina che lavora”. Qui abitavano i Canuts, i tessitori di seta.

Croix-Rousse può essere raggiunta in funicolare da St-Jean, oppure ancora meglio a piedi, inerpicandosi sulle numerose scalette e stradine acciottolate che portano alla sua sommità.

Tra i palazzi vedrete un’enorme facciata dipinta con scene di vita quotidiana: si tratta del Mur des Canuts, il più grande e realistico murale che abbia mai visto. In giro per Lione ci sono altri murales, che però non ho visto. Se avete tempo vi consiglio di cercarli, sono molto realistici!

Alla base della collina si trova l’anfiteatro delle Tre Gallie: risale al 19 a.C. ed era sede di incontro dei delegati delle tre tribù galliche stanziate nel territorio francese.

Fourvière

Fourvière Lione

La prima cosa che siamo andati a vedere è stata proprio la collina di Fourvière, “la collina che prega”. Si può salire a piedi o in funicolare (parte da St-Jean). Una volta arrivati su ci ha accolti la superba Basilica, che si staglia bianchissima contro il cielo blu.

Risalente all’Ottocento, si ispira alla Basilica del Sacro Cuore di Parigi. Lo stile romanico-bizantino che la caratterizza e la sua struttura le hanno portato il soprannome di “Elefante rovesciato”, in quanto le sue torri ottagonali ricordano le zampe di questo animale.

Dalla terrazza panoramica accanto all’abside della Basilica è possibile ammirare la città.

Anche qui il passato Romano di Lione si fa sentire: Fourvière era di fatto l’acropoli cittadina, dove fondarono l’insediamento Lugdunum nel 27 a.C.

Il Parco Archeologico custodisce le vestigia della colonia romana, tra cui il Teatro Romano, l’Odeon e i resti del Tempio di Cibele. Da qui ci si può godere una bella vista in tutta tranquillità.

Teatro romano Lione

Parc de la Tête d’Or

Situato poco fuori dal centro di Lione, è il più grande parco urbano della Francia, con ben 105 ettari di estensione. Il suo nome curioso deriva da una leggenda che narra che vi sia sepolta una testa d’oro.

Visto il caldo che faceva quando eravamo lì, abbiamo trovato molto riposante passeggiare in questo enorme polmone verde, dove abbiamo poi scoperto esserci anche gli scoiattoli (di cui sono una grande estimatrice).

Parc de la Tete d'Or

Se amate le piante è d’obbligo una visita al Giardino Botanico e, se il periodo è giusto, al roseto internazionale.

Informazioni pratiche e consigli mangerecci

I bouchon sono le tipiche osterie/trattorie lionesi, dove provare la cucina tipica. La scelta è infinita e sono concentrati soprattutto nella Vieux Lyon. Noi abbiamo optato per il Le Vieux Lyon Bouchon, dove abbiamo provato la quenelle brochet – un’enorme polpetta morbida e fatta di pesce, pollo o verdure.

Bouchon lyonnaise

Tra i dolci noterete il Cervaux des Canuts (letteralmente le cervella dei Canut): non si tratta di un dolce, bensì di un formaggio cremoso aromatizzato alle erbe, altro prodotto tipico di Lione. Ricordatevi che in Francia i formaggi vengono messi nella sezione “Desserts”; i nostri vicini di tavolo pensavano di aver ordinato un dolce e quando si sono visti arrivare il formaggio ci sono rimasti malissimo.

Tartines Ginette è un altro posticino delizioso: situato nel quartiere Cordeliers, si tratta di un bistrot specializzato in tartine. Qui abbiamo mangiato anche un ottimo gazpacho e pasteggiato con sidro bretone.

Ginette Tartine Lione

Altre prelibatezze tipiche da provare sono l’andouillette, una salsiccia con interiora di maiale e speziata; la trippa alla lionese, il fegato di vitello e il gateau de volaille. Insomma, carne a volontà.

Per le pause merenda optate per una bella bulangerie o una crêperie (noi abbiamo adorato Crêpe La Savanah).

Crepes Lione

Per quanto riguarda gli spostamenti, essendo arrivati in macchina, abbiamo alloggiato un po’ fuori dal centro, al B&B Lyon Monplaisir. Stanze minimali, ma pulito e silenzioso. Per spostarsi conviene acquistare un biglietto da 48 ore della metro (al costo di € 12 circa) e poi siete liberə di andare dove volete.

Il centro storico e le colline si visitano tranquillamente a piedi, come già detto per salire in cima ci sono le funicolari o una gran quantità di scale.


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Articolo scritto da Valeria Pompili e Federico Simionato

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