Weekend in Val d’Orcia tra campi dorati e cipressi

Crete senesi vista

Destinazione Toscana!

Questo articolo ha un contenuto ad altissimo tasso emozionale, vi avviso. Il weekend in Val d’Orcia è stato il primo viaggio fuori regione dopo il lockdown, viaggio che temevo saltasse come gli altri e che invece non solo si è salvato, ma è andato anche oltre le mie aspettative.

La Toscana è una regione di cui ho visto ancora molto poco, giusto Firenze e Pisa diversi anni fa. Non so spiegarmi come mai l’abbia lasciata da parte per tutto questo tempo, pur essendo conscia di quanto fosse bella e di quanto mi sarebbe piaciuta. Ma io sono così, giro intorno alle cose invece di buttarmici subito a capofitto. Questi mesi passati tra ansie, incazzature e ancora ansie mi hanno pervasa di un desiderio incontenibile di bellezza.

La bellezza di una parola gentile proprio quando ne hai bisogno, la bellezza di un fiore che sboccia, la bellezza di una foto, la bellezza di un piatto cucinato con amore. Mi sono aggrappata a tante piccole cose, che mi aiutassero ad andare avanti, giorno dopo giorno dopo giorno.

Quando ci siamo decisi a mettere piede fuori dal Veneto, avevo la Val d’Orcia impressa nel cervello. Incredibile come il lockdown mi abbia reso estremamente chiaro quello di cui ho bisogno, chiarezza che prima non avevo. E io sapevo di aver bisogno di andare in Toscana, di camminare in mezzo alle spighe, di emozionarmi alla vista delle colline, di passeggiare in borghetti assolati, oltre che di bermi degli ottimi calici di rosso.

Eccomi quindi qui, a raccontarvi la magia di questi luoghi e a convincervi ad andarci appena potete!

Panorama Val d'Orcia

San Quirico d’Orcia, Cappella di Vitaleta, Bagno Vignoni e Castiglione d’Orcia

Il paesino di San Quirico d’Orcia è stato il nostro punto di riferimento, in quanto molto vicino all’agriturismo dove abbiamo alloggiato. Il borgo in sé è minuscolo, con una via principale e tanti deliziosi vicoli adornati da fiori. San Quirico sorge sulla Via Francigena e vale sicuramente la pena dedicare mezza giornata alla scoperta della Collegiata, della Chiesa alla Madonna e gli Horti Leonini. Magari con un pranzo o una cena alla Trattoria Osenna, dove abbiamo gustato piatti tipici in un bellissimo giardino.

Proprio fuori dal nostro agriturismo c’è il sentiero che porta alla Cappella della Madonna di Vitaleta, un piccolo edificio sulla sommità di un’altura. La cappella in sé non è niente di speciale, ma fa la sua migliore figura da lontano, circondata dall’azzurro del cielo e dal giallo e verde dei campi. La passeggiata è molto breve ma piacevole e volendo si può proseguire per un po’ oltre la cappella.

Cappella di Vitaleta

Un altro piccolo borgo in cui vi consiglio di fermarvi è sicuramente Bagno Vignoni: al centro del paese c’è un’enorme vasca di acqua termale calda, pensate che fin dal periodo Romano questo era un luogo famoso per le sue terme. Basta spostarsi leggermente fuori dal centro per ammirare il panorama e vedere le rovine delle antiche terme. Sul fiume Orcia sono stati inoltre costruiti diversi mulini, che insieme a un sistema di canali idrici costituiscono il Parco dei Mulini.

Ci sono dei piccoli canali di acqua calda, in cui è possibile immergere i piedi. Se invece volete fare un’esperienza termale completa, questa zona è piena di strutture apposite (nella vasca di Bagno Vignoni non si può fare il bagno). In alternativa al Parco dei Mulini ci sono vasche di acqua calda completamente gratuite.

Bagno Vignoni

Proprio da Bagno Vignoni è ben visibile la nostra tappa successiva: Castiglione d’Orcia e la sua rocca, situate in cima a una collina.

Abbiamo visitato anche questo borgo e ne è valsa la pena! Stradine con case di pietra che si inerpicano su per la collina, molta pace e tanti gatti che fanno capolino. Non era possibile accedere alla rocca, ma il panorama era comunque bellissimo.

Castiglione d'Orcia

Pienza, Monticchiello, Montalcino e Abbazia di Sant’Antimo

Posso provare a raccontare la bellezza di Pienza, ma per assaporarla veramente bisogna andarci in prima persona. La città costruita sopra all’antico borgo di Corsignano, voluta e progettata da Enea Piccolomini (più tardi Papa Pio II), aveva l’obiettivo di rispecchiare i principi e la filosofia del Rinascimento italiano. Il risultato di questo progetto utopico si traduce in una cittadina armoniosa, che sembra uscita da un dipinto. La piazza centrale con il Duomo e Palazzo Piccolomini è sicuramente il fulcro della vita locale, anche se secondo me le vie laterali sono la vera attrazione.

Pienza case

Ogni casa e ingresso sono adornati da cascate di fiori, i portoni in legno e le tendine di pizzo alle finestre. Il perimetro esterno del borgo è percorribile attraverso un passeggio suggestivo, da cui si può ammirare il panorama collinare.

Cosa non deve mancare nella vostra visita? L’acquisto del Pecorino di Pienza ovviamente! Sono numerosi i negozi che vendono prodotti tipici, tra cui un’ampia scelta di formaggi locali.

Pienza

Dopo aver visto Pienza ci siamo diretti nel borghetto di Monticchiello, anche questo in cima a una collina. Il paesino è minuscolo, con delle casette in pietra cariche di fiori e inondate dal sole. Abbiamo mangiato un boccone sulla terrazza panoramica, godendoci il vento e la vista con un bel calice di rosso.

Monticchiello

Il paese di Montalcino non deve mancare tra le vostre tappe, anche se noi purtroppo lo abbiamo visto un po’ di sfuggita a causa di raffiche di vento fortissimo a cui è seguita un bel po’ di pioggia. Tuttavia abbiamo attraversato il paesino, arrivando a un bellissimo panorama da cui si vedere tutta la valle. La prossima volta conto di tornarci col sole!

Se volete portare un po’ di vino a casa, prima del centro di Montalcino c’è una fornitissima enoteca dove avrete l’imbarazzo della scelta: Enoteca Bruno Dalmazio.

Quando la pioggia si è fermata eravamo già in macchina per raggiungere la tappa successiva.

L’Abbazia di Sant’Antimo è un luogo di quiete e pace: si tratta di un’abbazia benedettina situata in una valletta nel comune di Montalcino. In romanico toscano, il complesso fu completato nel XII secolo; ad oggi restano da visitare la chiesa, la Cappella Carolingia, la Sala Capitolare e il Chiostro.

Quando siamo andati noi purtroppo il percorso di visita abituale era sospeso, e si poteva vedere solo la chiesa. Non mancate di fare una visita alla farmacia monastica, dove sono in vendita prodotti alimentari e per la pulizia personale realizzati dai monaci di Sant’Antimo.

Abbazia Sant'Antimo

Pit stop a Siena

Siena merita sicuramente più di un giorno di visita, tuttavia non abbiamo resistito dal farci un salto all’andata, visto che ci passavamo vicino!

La città è magnifica e se è bel tempo è perfetta per una lunga passeggiata tra i suoi saliscendi, alla scoperta dei suoi più importanti monumenti e palazzi.

Piazza del Campo Siena

Piazza del Campo, dove si celebra il celebre Palio ogni anno, è a forma di conchiglia ed è il punto da cui partono le tre principali vie cittadine. Lo sguardo converge verso il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia, che completano la linea continua di edifici delimitanti la piazza.

La Torre prende il nome dal suo primo custode, soprannominato “mangiaguadagni”; è alta 102 metri e purtroppo al momento non è accessibile causa emergenza sanitaria.

Un’altra meraviglia architettonica è il Duomo di Siena, davanti al quale è impossibile non restare a bocca aperta. In stile romanico-gotico italiano, è realizzato in marmo bianco e verde, la facciata riccamente decorata con sculture e mosaici.

Duomo di Siena

Dopo un pranzetto di tutto rispetto al Ristorante Grotta Santa Caterina da Bagoga, ci siamo recati alla Basilica di San Domenico, che avevamo visto da lontano in un terrazzo panoramico inaspettato. La sola passeggiata fino a lì vi farà scoprire un altro pezzo di città molto caratteristico.

Consiglio di completare il giro ad anello scendendo lungo via Camporegio e Vicolo del Tiratoio, arrivando a Fontebranda: si tratta di una fonte d’acqua coperta da tre arcate gotiche, la cui costruzione risale all’anno 1000.

Il nostro mini tour di Siena si è poi concluso qui, ma vorrei tornare per vederla meglio e con più calma.

Siena

Informazioni pratiche

La Val d’Orcia si presta per un weekend di tre giorni: ci sono tanti borghetti e punti panoramici da lasciare senza parole! Noi siamo andati a fine giugno, periodo in cui non faceva troppo caldo e con una bellissima brezza che ci ha reso la vacanza ancora più piacevole. La primavera e l’estate sono sicuramente i periodi più belli per ammirare i campi di grano.

Crete senesi Val d'Orcia

Il mio consiglio è di alloggiare in mezzo al nulla, come abbiamo fatto noi: eravamo all’Agriturismo Poderino, in mezzo alle colline e non lontano da San Quirico. Qui producono vino e olio d’oliva, di cui abbiamo fatto una piccola scorta.

Oltre alla gentilezza del proprietario e alla comodità del monolocale, ci siamo innamorati del paesaggio circostante e delle colline.

Altro consiglio: andate a zonzo! Il territorio da Siena alla Val d’Orcia è costellato di punti panoramici sulle crete senesi, il paesaggio tipico di queste zone. Fatevi guidare dall’istinto e andate in cerca dei migliori panorami.





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