Tornare a viaggiare dopo il lockdown: speranze e sogni nel cassetto

Irlanda scogliere

Di viaggi, progetti e libertà

La parola libertà ha assunto tutt’altro sapore in questi mesi, ed è destinata a mutare di nuovo. Cerchiamo di ridarle la forma di prima, forse al momento facciamo fatica e per quanto la distendiamo non sarà mai come vorremmo. Tuttavia la nostra mente ci dà la possibilità di viaggiare dove il nostro corpo non può arrivare.

Sognare infatti non costa nulla, e se smettessimo di fare anche questo probabilmente non ci alzeremmo dal letto la mattina.

In questo articolo ci siamo chieste: dove vorrei andare? Dov’ero rimasta? Dove sarò? E ci siamo risposte.

Mariachiara

Mariachiara Manopulo

Quando ci hanno detto che ci sarebbe stato il lockdown e mi sono ritrovata da un giorno all’altro a lavorare in smart working, chiusa in casa con un bambino di 17 mesi, è stato un momento davvero duro. Per fortuna con me c’è mio marito, abbiamo un bel giardino dove prendere aria e luce, e devo ammettere che stiamo bene, nostro malgrado. Ora la quarantena continua, per noi che continuiamo il lavoro da casa e non abbiamo congiunti qui a Roma da andare a trovare. Ma si intravede la luce in fondo al tunnel, e la speranza di potersi presto spostare.

Dire “viaggiare” mi sembra quasi troppo, nonostante passi le giornate a fantasticare e immaginare di poter prendere al più presto un aereo e andare lontano, ma per ora mi basterebbe davvero raggiungere la famiglia a Bologna, che non vedo da quasi tre mesi, e andare a fare una passeggiata al mare. Già, il mare. Già prima lo amavo e soffrivo in un modo pazzesco la lontananza dalla spiaggia, dall’acqua, dall’aria salmastra.

Ora davvero vedere il mare rappresenta uno dei miei più grandi desideri. Sono stata fortunata, esattamente due settimane prima che scoppiasse il Covid-19 in Italia siamo riusciti a fare un ultimo, bellissimo viaggio al caldo. E forse quel viaggio mi ha fatto sopportare meglio la reclusione in casa.

In queste settimane sto avendo mille flashback di tutti i posti che ho visto nella mia vita. Mi passano davanti agli occhi nei momenti più impensabili, quando gioco con il bambino, quando scrivo un articolo per lavoro, mentre faccio la spesa. Momenti di vita felici, di divertimento.

Strade in cui ho camminato, locali dove mi sono fermata per un drink, persone che ho incontrato. Le risate con le amiche a Barcellona, le orchidee di Singapore, quel tuk-tuk che sfreccia nel traffico di Bangkok, le ruote del passeggino di Edo che girano per le strade di New York. E tanti, tanti altri. È la consapevolezza di non poter uscire, di non poter nemmeno immaginare quando si potrà di nuovo andare in giro per il mondo che mi fa sentire così…strana. Prima passavo le ore a cercare voli. Ora non so nemmeno quali date inserire, è davvero triste.

Non ho avuto ancora il coraggio di cancellare la prenotazione per la casa a Naxos che avevo prenotato a febbraio per la fine di giugno, forse perché in fondo spero ancora di poterci andare, ma la parte di me razionale (che è molto piccola, devo dire la verità) sa bene che presto verrà l’ora di cliccare su “cancella prenotazione”. Io sono innamorata della Grecia, delle sue isole, non vedevo l’ora di portarci anche il mio bambino. Avevamo scelto una casetta perfetta, con la terrazza sul mare, proprio sulla spiaggia. Noi, che in Grecia non abbiamo mai prenotato nulla in anticipo, quest’anno per essere tranquilli avevamo deciso di fermare questo piccolo e delizioso appartamento, perfetto per una vacanza in tre in pieno relax. Rinunciarci devo dire che mi pesa tanto, ma non so se a fine giugno potremo prendere un aereo e andare fuori dall’Italia in piena sicurezza…

Grecia isole

Appena si potrà però, vorrei fare un weekend (almeno!!!) da sola con mio marito senza bimbo. Magari in una bella spa, in Umbria o in Toscana, per abbinare relax a cibo e vino buono come piace a noi, o in Costiera Amalfitana, dove ci piace sempre ritornare.

E poi…un fine settimana con le mie amiche, ovunque, basta stare insieme. Per l’estate ho in mente mille mete, tante idee, anche restando in Italia, per aiutare il turismo del nostro bellissimo Paese. Abbiamo la casa al mare, in Friuli, quando potremo finalmente spostarci dalla regione andremo lì. Poi pensavo alla Sicilia, per il bel mare, le tante cose da vedere, il cibo fantastico. Già mi vedo con un bel cannolo in mano.

Spero davvero che il prossimo inverno si potrà tornare a viaggiare fuori dall’UE. La Thailandia,l’Australia…chissà se si potrà andare al caldo nei nostri mesi più freddi. L’estate prossima mi sembra così lontana…l’idea di non potermi muovere fino ad allora mi spaventa, non ci voglio nemmeno pensare! Spero davvero che si torni al più presto alla normalità, perché ho una wishlist di posti da vedere infinita, e non vedo l’ora di ricominciare!

Valeria

Tiergarten, Berlino

Mai come in questo periodo appena concluso (o è ancora in corso?) mi sono sentita vulnerabile, annichilita e non libera di fare ciò che voglio.

Un giorno mi sembra di stare bene, l’altro realizzo di non stare bene per niente. La vita è diventata una centrifuga di emozioni e non so davvero dove mi/ci porterà tutto questo.

Cosa mi ha lasciato questo periodo l’ho raccontato in uno dei miei ultimi articoli, oggi invece vi parlo di viaggi.

Il blog e l’aver continuato a lavorare sono le cose che mi hanno tenuta qui (cioè ancorata a terra) in questi mesi. Non sono mai stata così tanto tempo senza organizzare niente, al di fuori delle prossime ricette da realizzare.

Il mio cervello è programmato per organizzare, pianificare, elaborare la prossima mossa. Il fatto di aver dovuto rinunciare al viaggio in Giappone che da un anno era lì, pronto a essere vissuto, è stato uno shock.

Cancellare il volo, gli alberghi selezionati attentamente, l’assicurazione. Mettere da parte i fiori di ciliegio che già mi riempivano gli occhi, la felicità che questo Paese mi fa provare ogni volta come se fosse la prima.

Poi è saltato anche il weekend a Londra con le amiche. Fino all’ultimo ho creduto di poter partire, ma poi è stato chiaro a me e alla mia ospite Jan che non ci saremmo riviste quest’anno. Addio risate fino a tarda notte, tè delle Cinque, musical del Re Leone e tante altre belle cose.

Eppure da qualche parte bisogna pur ricominciare. A scrivere, a vivere, a sognare. E un giorno non troppo lontano, spero, anche a viaggiare.

Per questo 2020 con ancora poche fotografie nell’archivio ho solo un desiderio, oltre alla salute: prendere e partire senza dover cancellare più nulla. Per questo motivo credo che prediligerò sempre di più i viaggi last minute, laddove convengano. Anche il mio modo di viaggiare cambierà: basta hotel e b&b, per un po’ di tempo mi sentirò sicura solo in appartamento, che comporta tutta una serie di implicazioni, tra cui non mangiare sempre fuori, altra cosa che cambierà radicalmente nel mio modo di viaggiare.

I mezzi pubblici e gli aerei? Per il momento non me la sento proprio.

E dove andare? Per il momento la risposta è sicuramente in Italia, magari nella campagna toscana o sulle colline marchigiane o umbre.

Ma io mi conosco, con la testa sono già in Alsazia, in Svizzera e magari in Irlanda per finire il giro iniziato tanti anni fa.

E poi c’è il Giappone ovviamente, meta ancora più ambita perché mi deve una pioggia di sakura sul viso.

Monte Fuji, Giappone

La cosa più brutta di questo periodo è stata la paura di sognare che mi ha indotto. Perché se programmo qualcosa ho il terrore che salti di nuovo tutto, se penso intensamente a un luogo temo di non riuscire a vederlo.

La paura mi ha paralizzata per un po’, ma adesso la mia mente ha rotto gli argini e corre libera.

Ovunque io sia tra uno, tre, sei, dodici mesi, starò progettando qualcosa, è una promessa.

E posso ripartire da qui.

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