Primo viaggio in Giappone: cosa sapere prima di partire

Consigli per chi visita il Giappone per la prima volta

Questo articolo nasce dalle domande che più persone mi hanno posto nell’organizzare il loro primo viaggio in Giappone. Notando che alcuni dubbi erano ricorrenti, ho pensato di raccoglierli in un’unica guida “botta e risposta” che possa essere utile a chi si appresta a visitare il Paese del Sol Levante per la prima volta. Questo articolo verrà aggiornato mano a mano che emergeranno nuovi dubbi.

Lanterne Gion Kyoto

Qual è il periodo migliore per visitare il Giappone?

Dipende da quale parte del Giappone intendi visitare. Se vuoi concentrarti sulle zone di Tokyo, Kyoto e Osaka (quindi Honshu centrale), queste sono le caratteristiche delle diverse stagioni:

Primavera: è alta stagione, ma per un ottimo motivo. La fioritura dei ciliegi è spettacolare e cattura chiunque vi assista. Nei mesi tra marzo, aprile e maggio si sta bene (a marzo è ancora un po’ freddo) e non ci sono troppe piogge.

Estate: l’estate si apre con giugno – mese delle piogge – per poi sprigionarsi in tutta la sua umidità nei mesi di luglio, agosto e settembre. Il clima è davvero molto afoso e ci sono moltissimi turisti: se non hai altra scelta si può fare, ma se puoi viaggiare in primavera e autunno è meglio.

Autunno: un’altra stagione che consiglio tantissimo, sia per le temperature miti, sia per i colori del foliage. Ottobre e novembre sono mesi con pochi flussi turistici e tante opportunità ancora poco sfruttate dalla massa.

Inverno: le minime possono andare un po’ sotto lo zero, ma l’inverno è affrontabile, anche se sicuramente le giornate più corte e il freddo limitano le opzioni. Tuttavia trascorrere il Capodanno in Giappone è un bellissimo modo per conoscere le tradizioni legate a questo periodo e per viverle da vicino.

Se invece intendi visitare lo Honshu settentrionale o lo Hokkaido, sappi che l’estate è molto più vivibile e l’inverno piuttosto rigido, con neve assicurata in Hokkaido.

Se vuoi andare al caldo e quindi visitare il Kyushu o addirittura spingerti nella tropicale Okinawa, allora ti consiglio di viaggiare in primavera-autunno-inverno, così da non trovare caldo eccessivo o tifoni (che si abbattono spesso su Okinawa a luglio e agosto).

Cosa succede se arriva un tifone?

Tra agosto e ottobre il Giappone può essere esposto ai tifoni, che sono delle tempeste tropicali che causano inondazioni, venti forti e burrasche.

Se dovesse arrivare un tifone durante il vostro viaggio, segui le indicazioni che ti danno: chiedi consiglio presso il tuo alloggio ed evita di andare in zone aperte quando il tifone arriva. Per fortuna nelle città giapponesi ci sono diverse strade dello shopping coperte, musei in abbondanza e altre attività da svolgere al chiuso.

Se non c’è pericolo di inondazione organizza un piano B, attenendoti sempre alle indicazioni sulla sicurezza. Segui le news sul telefono per capire durata e intensità del fenomeno.

Cosa faccio in caso di terremoto?

Il Giappone è un Paese con un’attività sismica non indifferente, motivo per cui non è insolito avvertire delle scosse mentre si è lì. La buona notizia è che è anche un Paese all’avanguardia nel settore delle costruzioni antisismiche: tutti gli edifici devono seguire degli standard di costruzione ben precisi e di solito le persone non si allarmano più di tanto in caso di terremoto. Se avverti delle scosse, sia che ti trovi all’esterno o all’interno, guarda cosa fanno i giapponesi presenti: se si recano in un luogo di raccolta vai anche tu, nel dubbio chiedi sempre indicazioni.

Com’è la situazione a Fukushima? Corro dei rischi andando in Giappone?

Diciamoci la verità, la reale situazione di Fukushima non ci verrà mai detta. Il Governo giapponese ci tiene a insabbiare la faccenda e a non scatenare il panico. Almeno questo è quello che penso, possiamo parlarne nei commenti se hai un’opinione diversa. Sicuramente i nostri giornali si sono scatenati scrivendo titoli sensazionalistici e gonfiando la realtà dei fatti, dall’altro lato i giornali giapponesi tacciono, affermando che va tutto benissimo. Come molte cose, la verità forse sta da qualche parte nel mezzo.

Tuttavia, se non viaggi nelle immediate vicinanze della centrale di Fukushima, non corri nessun rischio.

L’acqua, il cibo e il pesce sono sottoposti a continui controlli per rilevare la soglia di radioattività presente e ci sono state delle considerevoli restrizioni sulla distribuzione dei prodotti della prefettura di Fukushima.

Cosa consigli di visitare per un primo viaggio in Giappone?

Se hai due settimane a disposizione ti consiglio di partire dai must: Tokyo e Kyoto con i rispettivi dintorni. Tokyo è una metropoli che non si finisce mai di visitare, ma non sottovalutare Kyoto: non è una città piccola, ci sono tantissime cose da fare e da vedere. Consiglio sempre di riservare una settimana a ciascuna di queste città.

Se soggiornerai in Giappone per più di due settimane, e soprattutto se sai che non ci tornerai tanto presto, ti consiglio di includere anche Hiroshima, Fukuoka, le Alpi Giapponesi e altre zone rurali.

Dipende molto anche dal modo in cui viaggi. Sei un turista che si sofferma molto sui luoghi e che vuole approfondirli o sei abituato a vedere  tantissime attrattive in poco tempo?

Torii di Miyajina

Come faccio con la lingua? Posso essere autonomo anche senza parlare giapponese?

Assolutamente sì: se parli inglese puoi spostarti senza troppi problemi, anche se i giapponesi sono conosciuti per la loro scarsa dimestichezza con le lingue straniere.

A Tokyo e nelle zone molto turistiche non dovresti avere problemi a farti capire, mentre nelle zone rurali potrebbe essere più complicato, ma non impossibile.

I giapponesi sono un popolo molto accogliente e che ci tiene a fare bella figura con i turisti (in più gli italiani sono di loro gradimento), quindi la lingua non è una barriera invalicabile. Più di una volta siamo stati aiutati da persone incrociate per strada e che, vedendoci sperduti che decifravamo una mappa, si sono offerte di accompagnarci. Non tutte tra l’altro parlavano inglese, ma si sono sforzate di farsi comprendere.

Da parte tua, ti consiglio di imparare un vocabolario minimo di parole che potrebbero esserti utili, così come ti consiglio – solo se ti interessa e sei hai tempo – di imparare i due sillabari hiragana e katakana. Troverai in ogni caso la segnaletica scritta anche nel nostro alfabeto.

Gokayama Giappone

Il Giappone è un paese sicuro?

Il Giappone è uno dei paesi con minor tasso di micro criminalità, cosa che lo rende senz’altro sicuro.

Tuttavia i borseggiatori esistono anche qui, così come i malintenzionati: comportati sempre con buonsenso, non metterti in situazioni di potenziale pericolo e bada ai tuoi oggetti di valore.

Detto ciò, sarai comunque piacevolmente sorpreso di come sia facile ritrovare un oggetto smarrito o tenere il posto in un caffè poggiando lo zaino o la borsa mentre vai a ordinare. Io stessa sono andata in giro di notte a Tokyo senza avere il minimo timore o sentore di pericolo. Tuttavia, evita i quartieri a luci rosse e in generale non correre rischi inutili.

E la mafia?

La mafia esiste, ma si occupa principalmente di traffici di organi, droga, prostituzione e appalti. Non di furtarelli e borseggi, che invece vengono evitati proprio per il quieto vivere e per un tacito accordo con le forze dell’ordine.

La yakuza è un’organizzazione criminale che opera alla luce del sole, in uffici con targhette con il nome del clan e una struttura gerarchica ben precisa. Ho sempre trovato molto interessante l’ambiguità di questa istituzione, che pur essendo malavitosa ci tiene a fare bella figura con la popolazione.

Contanti o carta di credito?

Il Giappone è ancora molto affezionato al contante, motivo per cui potresti trovare anche alloggi e ristoranti che non accettano pagamenti con carta. Il mio suggerimento è di ordinare almeno 50mila yen in banca prima di partire, o di cambiare gli euro presso un cambio valuta.

L’altra opzione è di prelevare con il bancomat appena arrivi in aeroporto, l’ultima volta ho fatto così senza problemi.

Mi raccomando: preleva con bancomat e paga con la carta di credito, in questo modo eviterai tasse troppo elevate. Prima di partire assicurati che le tue carte siano abilitate in tutto il mondo, così da non avere blocchi imprevisti o brutte sorprese quando sei all’estero.

Mastercard e Visa sono accettate quasi ovunque, così come American Express.

Serve l’assicurazione?

Come per qualsiasi viaggio all’estero, anche qui consiglio senza dubbio di stipulare un’assicurazione viaggio che comprenda la copertura sanitaria, quella del bagaglio e quella legata a problemi con il volo. Se hai delle medicine prescritte da assumere mettile nel bagaglio a mano e non in quello che va nella stiva, così non rischi che vadano perse.

In Giappone non è così semplice ottenere delle medicine prescritte, bisogna andare in ospedale e anche se sei coperto da assicurazione potresti trovarti a pagare qualcosa. Inoltre può essere difficile trovare un medico che capisca l’inglese. La tua assicurazione dovrebbe in ogni caso avere un numero di emergenza e degli indirizzi di riferimento per ogni paese del mondo.

Passaporto e visto: come funziona?

Per andare in Giappone è necessario un passaporto che abbia più di tre mesi di validità residua rispetto al giorno di arrivo. Sull’aereo ti verranno dati i moduli per il visto turistico e per la dogana, in cui dovrai specificare i tuoi dati personali, durata e motivo del soggiorno, un hotel dove alloggerai e il contenuto del tuo bagaglio.

Questi moduli ti serviranno una volta atterrato: prima c’è il controllo passaporti con registrazione dell’impronta digitale e fotografia, a seguire il controllo della dogana, con eventuale ispezione del bagaglio.

Il visto turistico dura tre mesi, se prevedi di restare per più tempo devi integrare con un visto studentesco o con uno lavorativo.

Con quale compagnia aerea consigli di viaggiare?

Partendo dal presupposto che la durata di un volo Italia-Giappone va dalle 16 alle 19 ore, hai diverse opzioni. Io mi sono trovata bene con Air France, KLM e Aeroflot e a breve proverò la Qatar.

Non ho mai viaggiato con Alitalia o con Emirates, ma so che le compagnie giapponesi ANA e JAL sono davvero fantastiche (i loro prezzi un po’ meno).

Prenota il volo con almeno 5 mesi di anticipo, soprattutto se intendi partire in periodi di alta stagione (primavera, estate, vacanze natalizie).

Fai attenzione agli scali: la durata ideale è di due ore, così hai tempo di atterrare ed eventualmente cambiare terminal, se l’attesa diventa di 4-5 ore ricordati che dopo te ne aspettano altre 10 di volo!

Che tipologia di alloggi posso trovare?

In Giappone puoi trovare le più svariate tipologie di alloggi. Dai classici business hotel con camera e bagno privato agli hotel di lusso, da soluzioni economiche come ostelli e capsule hotel a locande tradizionali.

  • Hotel classico: le stanze negli hotel giapponesi sono molto piccole e spesso il letto matrimoniale è alla francese, quindi molto più stretto di quelli a cui siamo abituati. Se alloggi in hotel ti consiglio di richiedere sempre letti separati, è la soluzione più comoda.
  • Capsule hotel: non l’ho mai provato e per il momento non è una soluzione che mi attira. I capsule hotel consistono in delle cuccette super accessoriate, dove hai letto, TV e un piccolo spazio per i tuoi vestiti. Solitamente sono divisi tra uomini e donne e sono riservati agli adulti. Prima di diventare una moda che attira i turisti, il capsule hotel nasce dal bisogno di far trascorrere la notte spendendo poco a chi ha perso l’ultimo treno o a chi non ha una casa propria (e che lavora). Il bagno ovviamente è in comune.
  • Internet/manga café: questa opzione è per chi vuole risparmiare il più possibile e per chi si sa adattare, non è di certo la più comoda o quella che consiglierei a persone con esigenze particolari o mobilità ridotta. Si paga a ore e si può scegliere tra stanze condivise, private, con poltrona reclinabile o con pavimento morbido. Qui non ci sono letti, il bagno è condiviso e ci sono libri, manga, DV e giochi a volontà.
  • Love hotel: gli hotel a ore per le coppiette hanno raggiunto un nuovo livello in Giappone. Oltre a quelli squallidi da film a luci rosse si trovano anche tanti hotel con stanze a tema, bagni enormi, letti king size e tutti i comfort del caso. Ho visto che alcuni sono prenotabili anche tramite Booking, segno che hanno capito l’enorme potenziale dei turisti stranieri. Oltre ad avere spazi più ampi, costano meno rispetto agli hotel standard. E la pulizia è come quella di qualsiasi altro hotel, quindi perché no?

  • Ostelli: gli ostelli in Giappone sono un’ottima soluzione per alloggiare pagando poco. Sono inoltre molto puliti e ordinati, ma la cosa bella è che quasi tutti hanno anche delle camere doppie, oltre alle camerate solite. Io e il mio compagno abbiamo alloggiato spesso in un ostello, in una piccola camera doppia con bagno privato.
  • Ryokan: trascorrere almeno una notte in una locanda tradizionale giapponese è un’esperienza che consiglio assolutamente. Questo alloggio non è economico, solitamente per una notte con colazione e cena kaiseki si parte da circa 150 euro a persona. Se trovi uno ryokan che costa poco, sicuramente non avrai il servizio equivalente della locanda tradizionale. Come per gli hotel normali, anche qui ci sono diversi livelli di lusso e comfort. Per vivere quest’esperienza al meglio non cercare di risparmiare troppo, o potresti restarne deluso.
  • Minshuku: il minshuku può essere definito un B&B in stile giapponese, con la particolarità che alloggi presso una famiglia giapponese che mette a disposizione alcune camere della sua casa. In genere i servizi sono condivisi e i pasti sono serviti in una sala comune. Sicuramente è un modo per conoscere lo stile di vita giapponese.
  • Shukubo: si tratta di un alloggio presso un tempio buddhista. È un’esperienza affascinante e unica, ma non dev’essere scambiato per un alloggio normale, dove l’ospite avanza richieste. Ogni tempio ha un regolamento e degli orari ben precisi, a cui tutti devono attenersi. Ho avuto l’opportunità di alloggiare presso l’Ekoin sul Monte Koya, su cui ho scritto un articolo dettagliato. La cucina è spesso vegana (shojin ryori) e viene servita tra le 17 e le 18, mentre la colazione è tra le 6 e le 7. La cosa bella è che è possibile assistere ad alcune cerimonie e alla vita del tempio.

Ekoin tempio

Come sono i trasporti?

I treni giapponesi sono tra i più efficienti e puntuali del mondo. Quelli a lunga percorrenza si chiamano shinkansen e possono viaggiare fino a 320 km/h. Le grandi città sono inoltre servite da metropolitana, tram e autobus, oltre che dai taxi. Prima di partire è fondamentale capire se ti conviene acquistare o meno il Japan Rail Pass. Si tratta di un abbonamento con diverse durate che ti permette di viaggiare gratuitamente sui treni proiettile e sulle linee servita dalla compagnia JR. È riservato unicamente agli stranieri che visitano il Giappone e dev’essere ordinato prima di partire, perché il voucher viene spedito per posta. Una volta atterrati in Giappone basta cambiare il voucher con l’abbonamento in uno degli sportelli della JR (presenti in tutti gli aeroporti).

Tuttavia il JR Pass ha un costo non indifferente, motivo per cui ti consiglio di fare dei calcoli per capire quanto pagheresti se non lo avessi. Già se viaggi in treno da Tokyo e Kyoto ti conviene acquistarlo, perché gli shinkansen costano parecchio.

L’altra cosa positiva del JR Pass è che puoi prenotare il posto prima di prendere il treno: basta recarsi in biglietteria, indicare la tratta e richiedere il posto prenotato. Io solitamente lo acquisto dal sito ufficiale, dove ci sono anche informazioni dettagliate sull’utilizzo.

Per confrontare i prezzi dei treni e soprattutto per vedere gli orari e le tratte di percorrenza, c’è il sito Hyperdia, che che ti sarà utilissimo per programmare gli spostamenti.

Un accessorio utilissimo per superare i tornelli velocemente è la carta prepagata (Pasmo, Icoca o Suica). Il concetto è uguale all’Oyster Card londinese: puoi caricarci dentro contanti o abbonamenti e la puoi utilizzare sia in metro che sugli autobus, così da non acquistare il biglietto cartaceo di volta in volta.

Treno Enoshima

Cosa mangiare? Il cibo costa tanto?

Il Giappone non è solo sushi, ma ci sono tantissimi piatti tipici a seconda della prefettura che visiti. Il mio consiglio è di provare tutto quello che i ristoranti offrono, senza soffermarti solo su sushi e ramen. Il cibo non costa tanto, puoi mangiare divinamente e in abbondanza anche con 10 euro.

Se viaggi in treno a lunga percorrenza è possibile consumare cibo a bordo: vedrai che in tutte le stazioni ci sono baracchini che vendono gli ekiben, ossia i bento da viaggio. Sono dei veri e propri cestini per il pranzo con tante piccole porzioni di pietanze diverse.

Un altro posto per acquistare i bento è il konbini (convenience store): si tratta di negozi di alimentari e non solo aperti h24. Se ci vai di sera troverai tutti i cibi freschi scontati, ma anche se paghi a prezzo pieno i prezzi sono piuttosto bassi.

Sicuramente in Giappone non patirai la fame, anzi. Lo street food è strepitoso, così come i ristoranti specializzati in piatti tipici del posto. Buttati e prova un po’ di tutto.

Street food giapponese

Come si dorme nel futon?

Se alloggerai in una struttura tradizionale, probabilmente dormirai nel futon. Altro non è che un materassino che viene aperto la sera e messo via al mattino. Non è altissimo ma è piuttosto comodo. Sopra ovviamente ci sono le lenzuola, un cuscino e un piumone morbidissimo.

Se non hai particolari problemi di schiena o necessità dormirai bene: io almeno arrivo sempre la sera stanca morta quando sono in vacanza, e mi addormento ovunque.

Futon giapponesi

Galateo a casa, a tavola e nei templi: cosa devo sapere?

La prima cosa da sapere quando entri in un’abitazione o in un tempio – a volte anche all’entrata delle locande tradizionali – è che devi toglierti le scarpe e lasciarle nel genkan (l’ingresso). Quando sali il gradino che dal genkan porta alla zona abitativa, puoi girare scalzo, in calzini o con delle ciabattine che ti vengono fornite.

Genkan tempio Ekoin

Anche all’interno di templi e santuari c’è una soglia dove bisogna lasciare le scarpe e girare scalzi: ti consiglio di avere sempre con te dei calzini per questa evenienza.

Un’altra zona della casa o dell’albergo etichettata come “sporca” è il bagno dove si trova il wc. Per entrarvi dovrai indossare altre ciabattine apposite, che non devono uscire dal bagno. Girare per casa con le pantofole da bagno non è una bella cosa, ricordatelo.

Quando sei a tavola è probabile che ti vengano date solamente le bacchette, al massimo un cucchiaio o un mestolo. Il galateo sulle bacchette è spiegato in modo ironico nel video di The Japanese Tradition, a cui ti rimando.

E i bagni in comune?

Apro una bella parentesi sui bagni pubblici sento, sugli onsen (le terme) e sui bagni in comune nelle locande tradizionali. Tutte queste diverse opzioni sono accomunate da una cosa: in Giappone ci si lava spesso in un’unica stanza insieme ad altre persone, tutti nudi.

I bagni sono suddivisi tra uomini e donne e solitamente bisogna prima farsi una doccia da seduti, poi se si vuole ci si immerge in una vasca di acqua bollente, comune (ofuro). Le postazioni per la doccia sono dotate di doccino, sgabello su cui sedersi, secchio con cui versarsi l’acqua, shampoo e bagnoschiuma. Ognuno si lava come meglio crede alla sua postazione, il bagno nella vasca di acqua calda è facoltativo.

Onsen

Quali regali posso portare dal Giappone?

Ho scritto un articolo che ti dà dieci idee regalo da portare dal Giappone, in ogni caso la risposta è: di tutto! Cibo, souvenir sacri e non, calamite, accessori simpatici, manga, giocattoli…c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Calzini giapponesi

C’è il Wi-Fi?

Il Wi-Fi c’è ormai ovunque, io solitamente approfitto di quello di Starbucks e delle catene di bar presenti, ma ultimamente anche i posti locali hanno iniziato a metterlo a disposizione. Se necessiti di connessione continua ti consiglio di acquistare una sim prepagata in aeroporto.



Booking.com



Ti vengono in mente altre domande sul Giappone? Scrivimi nei commenti, aggiornerò questo articolo man mano che ci saranno nuovi dubbi a cui rispondere!

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Comments (2)

  • Silvia The Food Traveler 2 settimane ago Reply

    Una guida utilissima che risponde proprio alla domande che ho sull’organizzazione di un viaggio in Giappone. Per il momento è solo un sogno, ma spero che si realizzi presto. Il problema è che di solito io e il mio compagno abbiamo una sola settimana di vacanza che coincide, per cui mi sembra un po’ uno “spreco” avere poco tempo da dedicare a questo paese. Magari potremmo iniziare da Tokyo e Kyoto.

    Valeria 2 settimane ago Reply

    Ciao Silvia, sono contenta che la guida ti capiti a fagiolo!
    Una settimana è un po’ poco per visitare Tokyo e Kyoto, calcola che perdi almeno un giorno e mezzo di volo. Se però riusciste ad avere due settimane di ferie potreste sì iniziare da queste due città!
    Fammi sapere se posso esserti utile 😉

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