I vini del Monferrato: degustazione e visita della Tenuta Santa Caterina

Vista delle colline del Monferrato da Tenuta Santa Caterina

Alla scoperta del Monferrato

Tre settimane fa, proprio nel weekend più piovoso dell’autunno, sono tornata nelle mie amate Langhe. È stato triste vederle allagate in alcuni punti, con l’allarme meteo che mi ha lasciata in dubbio fino all’ultimo mentre facevo saliscendi tra le colline.

Eppure, anche con la pioggia, questo territorio mi ha fatto battere il cuore come la prima volta.

Oggi metto un attimo da parte le mie scorribande langarole perché voglio prima raccontarvi della mia visita in Monferrato, zona per me ancora sconosciuta e in cui ho trascorso una bellissima giornata tra dolci colline, paesini arroccati, castelli e vini.

Il Monferrato è una zona collinare compresa tra le province di Alessandria e Asti. Insieme a Langhe e Roero fa parte dal 2014 del Patrimonio UNESCO, non solo com patrimonio paesaggistico, ma anche per la presenza degli Infernòt, di cui vi parlerò a breve.

Rispetto alle vicine Langhe il Monferrato si è aperto al turismo molto più tardi, motivo per cui qui non troverete la folla di gente che invece si riversa ad Alba, Barolo e Asti. Fu fino al ‘700 uno Stato indipendente, altro motivo per cui i monferrini sono notoriamente visti come una popolazione chiusa e gelosa delle proprie tradizioni.

Nel mio breve viaggio ho trovato un’accoglienza schietta e calorosa e tante persone desiderose di raccontarmi un pezzetto del loro incredibile territorio.

Visita alla Tenuta Santa Caterina

Grazie a Musement ho avuto l’opportunità di visitare la Tenuta Santa Caterina e di degustare i vini lì prodotti.

La Tenuta si trova a Grazzano Badoglio, nel Monferrato Astigiano, e risale al 961. In questa data fu infatti fondata un’abbazia benedettina, attorno alla quale con il passare degli anni si andò a formare il paese che oggi vediamo. Dal 1737 diventa tenuta agraria, ma dal 1900 circa subì un decadimento e iniziò a versare in stato di semi abbandono.

Grazie alla famiglia dell’attuale proprietario, dal 2000 fu restaurata e le venne dato nuovo lustro. Oltre alla tenuta vitivinicola, tornata operativa a pieno regime, una parte viene adibita a Relais, per permettere a pochi ospiti per volta di godere del paesaggio e delle ricchezze che offre il Monferrato.

I vigneti e la filosofia produttiva

I vini di Tenuta Santa Caterina sono il riflesso del loro terroir: substrati di origine marina, un suolo sapido e minerale, l’esposizione al sole. I vini sono la piena espressione del territorio e hanno un’identità precisa, che non sarebbe la stessa altrove.

La scelta dei vitigni non è lasciata al caso: nell’ottica dell’ecosostenibilità i vitigni qui coltivati sono da sempre presenti nel Monferrato.

Quella di non coltivare vitigni estranei al territorio è la sfida più difficile ma allo stesso tempo la più giusta: la scelta di andare incontro alla natura senza ricorrere alla chimica.

Cantina Tenuta Santa Caterina

La nostra guida, Alessia, ci ha raccontato quindi la storia della Tenuta, accompagnandoci attraverso il giardino e facendoci ammirare i vigneti prima di andare nella cantina di affinamento. Qui abbiamo potuto vedere le diverse tipologie di botti presenti, le vasche di acciaio per l’affinamento del Grignolino e una peculiarità tipica del Monferrato: l’infernòt.

Si tratta di un locale sotterraneo ottenuto scavando la pietra da cantoni, una roccia arenaria e porosa tipica di queste zone; l’infernòt è quindi una cantina sotto alla cantina, senza finestre e areazione diretta. Una volta queste strutture venivano adibite a dispense o cantine, e infatti quello di Santa Caterina ospita la collezione privata di vini del proprietario.

Alessia ci ha spiegato che nell’edificio che ospita il Relais c’è un altro infernòt che sono stati costretti a coprire e a chiudere, poiché non rispettava le norme di sicurezza. Queste particolari strutture fanno parte del Patrimonio UNESCO in egual misura con il patrimonio paesaggistico e rappresentano una peculiarità del Monferrato.

Andiamo però al sodo: vi racconto i cinque vini che abbiamo degustato.

Infernòt di Tenuta Santa Caterina

La degustazione

Barbera d'Asti superiore Tenuta Santa Caterina - Setecàpita

Setecàpita – Barbera d’Asti DOCG Superiore – 2015

Il nome di questo vino è un omaggio al contadino veneto che per oltre 50 anni ha coltivato il vigneto, e che utilizzava “setecàpita” come intercalare.

Questa Barbera si presenta al naso con note di cioccolato e vaniglia; il colore è violaceo e una volta assaggiato il vino sprigiona una buona acidità, rivelandosi corposo e strutturato. Viene affinato per 14 mesi in fusti di rovere, l’affinamento in bottiglia va da 8 mesi a 10 anni.

Perfetto per essere abbinato a piatti di carne, è un rosso che mi ha davvero sorpresa, lasciandomi con il palato perfettamente pulito.

Grignolino d'Asti - Tenuta Santa Caterina - Arlandino

Arlandino – Grignolino d’Asti DOC – 2016

Qui ricordato con il suo antico nome, il Grignolino è un vino autoctono del Monferrato e si esprime in tutta la sua piacevole armonia e freschezza in questa bottiglia del 2016. Molto tannico, profuma di muschio e si presenta inizialmente aspro al gusto.

Affina due anni in vasche di acciaio e a tavola è molto versatile: perfetto con salumi, primi piatti di pasta e minestre, ma anche con carni bianche e pesce.

Grignolino d'Asti - Tenuta Santa Caterina - Monferace

Monferace – Grignolino d’Asti DOC – 2012

Il Monferace, o Grignolino Storico, rappresenta un progetto che mira al recupero di un vino dagli antichi fasti. Per questo motivo, a differenza del Grignolino classico, il Monferace affina per almeno 4 anni, due in vasche inox e due in botti di legno. Il passaggio dalla vasca in acciaio alla botte permette infatti al vino di esprimere al meglio la sua nobiltà ed eleganza. Perché il vino è soprattutto attesa.

Si presenta infatti più completo rispetto all’Arlandino, con un gusto rotondo ed equilibrato.

Freisa d'Asti superiore - Tenuta Santa Caterina - Sorì di Giul

Sorì di Giul – Freisa d’Asti DOC Superiore – 2015

Sorì indica i vigneti meglio esposti al sole, Giul è il diminutivo della proprietaria Giulia Alleva. La Freisa rappresenta appieno il territorio monferrino, con il suo gusto forte ma non coprente. Proprio per questo viene considerato il vino perfetto da abbinare al tartufo. Al naso profuma di lampone e di rosa, al palato risulta amabile e fresco.

Monferrato Bianco - Tenuta Santa Caterina - Salidoro

Salidoro – Monferrato Bianco DOC – 2017

Anche qui il nome sintetizza l’essenza del vino: “Sali” indica la sapidità del terroir “D’oro” il suo colore dorato. Unico bianco che abbiamo assaggiato, questo vino mi ha molto colpita: non è il solito bianco fermo amabile a cui sono abituata, ma l’unione di Chardonnay e Sauvignon Blanc con il suolo di origine marina danno vita a un sapore inaspettatamente salato, fresco ed equilibrato.

Se come spero vi è venuta voglia di fare un salto in Monferrato, sappiate che poi vorrete tornarci spesso!





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