Storia e caratteristiche del Marsala

Marsala, Sicilia

Cosa sapere del vino Marsala

Il Marsala è un vino liquoroso o fortificato prodotto nell’omonima città siciliana.

Cosa significa? Che ad una “base” si aggiunge acquavite o alcol, mosto concentrato o mosto cotto. Attenzione: non è un semplice vino da fine pasto! Oltre alla versione dolce, infatti, esiste anche il Marsala secco o semi-secco, che può essere buono anche come aperitivo.

Fino a pochi anni fa era un vino che non avevo mai preso in considerazione. Beh, non è proprio così: lo conoscevo perché ogni tanto mia madre lo utilizzava per cucinare le scaloppine (che venivano buonissime oltretutto). Poi nel 2016 sono andata in Sicilia, precisamente nella parte occidentale nei dintorni di Trapani. Lì ho avuto occasione di visitare Marsala, la città resa famosa da Garibaldi, con i suoi Mille. Una città di mare, ma anche di vino: proprio qui hanno sede – nei famosi bagli – cantine storiche e nuove piccole realtà che producono vini bianchi, rossi e liquorosi, come appunto il Marsala doc. In questo territorio sono tantissimi i vigneti coltivati ad alberello, una peculiarità del territorio.

Le cantine più famose a Marsala sono tre: la Pellegrino, la Florio e la Marco De Bartoli.

Una storia affascinante

Il Marsala ha una storia piuttosto interessante. Difficile separare storia e leggenda, ma pare che un ruolo fondamentale nel suo sviluppo e nella commercializzazione sia stato svolto dagli inglesi.

Nel 1773, sorpreso da una tempesta, John Woodhouse, un commerciante inglese, si rifugiò con la sua nave nel porto di Marsala. Da queste parti era all’epoca diffuso il perpetuum, un vino locale simile al Madeira o al Porto. Si trattava di un vino forte, che veniva  invecchiato in botti di rovere da cui, dopo un po’ di tempo, ne veniva prelevata una certa quantità, sostituita poi con lo stesso quantitativo di vino giovane.

Questa operazione si ripeteva  “in perpetuo” nel corso degli anni, garantendo vini uniformi anche se di annate diverse. Woodhouse ebbe modo di provarlo: gli piacque talmente tanto, che ne spedì in patria 320 ettolitri, aggiungendovi però il 2% di acquavite di vino, temendo che durante il viaggio avrebbe potuto rovinarsi – metodo di fortificazione che aveva già conosciuto nei suoi viaggi in Portogallo e Spagna. Era convinto che quel vino liquoroso sarebbe stato perfetto per gli inglesi, amanti di vini importanti come il Porto.

E in effetti fu proprio così, il vino in Inghilterra ebbe un grande successo, e Woodhouse decise di tornare in Sicilia per iniziare a produrlo. A Marsala aveva il monopolio della produzione e riuscì ad imporre i propri prezzi d’acquisto delle uve. Nel 1813 si trasferì ad alcuni chilometri di distanza, a Petrosino, dove costruì un nuovo baglio e continuò per moltissimi anni la produzione del vino Marsala. In suo onore, nell’emblema del comune di Petrosino è raffigurata l’immagine del portale del baglio. Alla fine del 18° secolo il vino Marsala era ormai abitualmente bevuto su tutte le navi di Sua Maestà britannica: persino l’ammiraglio Nelson festeggiò la vittoria della battaglia navale di Trafalgar. Da quel momento il Marsala divenne il “victory wine”, il vino della vittoria.

Vincenzo Florio nel 1833 fondò la prima cantina italiana di produzione del Marsala. Tra il XIX e il XX secolo si creò un vero e proprio business di questo vino che rese l’omonima città una delle più ricche della regione. Si dice che a Garibaldi, quando assaggiò il Marsala, ne piacque soprattutto la variante dolce, che da allora porta il nome di Garibaldi superiore.

Le caratteristiche

Il Marsala è l’unico vino italiano le cui regole sono dettate da una legge, la n.851 del 28 novembre 1984, che ne impone la produzione e l’imbottigliamento solo all’interno del territorio provinciale trapanese, da cui vanno però escluse l’area di Alcamo, Pantelleria e le Egadi.

Si può degustare freddo, caldo o a temperatura ambiente.

Possiamo distinguere le varie tipologie di Marsala in base ad alcuni parametri:

a) L’invecchiamento

  • 1 anno per il tipo fine, con gradazione alcolica non inferiore al 17%;
  • 2 anni per il tipo superiore (raddoppiato a 4 per le Riserve), con gradazione alcolica non inferiore al 18% (solo in bottiglia);
  • 5 anni per il tipo vergine (la Riserva non meno di 10 anni) con gradazione alcolica non inferiore al 18% (solo in bottiglia).

b) Il gusto

  • Dolce: con zuccheri superiori a 100 grammi/litro;
  • Semisecco: con zuccheri superiori a 40 grammi/litro e inferiori a 100 grammi/litro;
  • Secco: con zuccheri inferiori a 40 grammi/litro.

c) Il colore

  • Oro (senza alcuna aggiunta, oltre l’alcool);
  • Ambra (addizionato di mosto cotto per almeno 1/100);
  • Rubino (ottenuto da uve nere, come si usava all’inizio del XIX secolo).

d) Il genere di vitigno

  • A bacca bianca (grillo, catarratto, inzolia, damaschino);
  • A bacca rossa (nerello mascalese, pignatello o perricone, calabrese o nero d’Avola).

Per produrre il vino Marsala si parte dal vino base, proveniente da questi vitigni, e vi si aggiunge una percentuale di alcool etilico di origine vitivinicola o acquavite di vino. La procedura di invecchiamento prevede sempre l’utilizzo di botti in legno di rovere.

Qualche consiglio…

Anita Garibaldi Marsala Superiore Ambra Dolce 2012 (Cantine Pellegrino): perfetto con i dolci tipici siciliani, come un bel cannolo. Va servito tra i 12 e i 14 gradi.

Marsala Anita Garibaldi

Baglio Florio (Cantina Florio): vino dal gusto secco e intenso, maturato per dieci anni in botti in rovere, è ottimo come vino da meditazione, con formaggi erborinati e cioccolato; si può provare anche come aperitivo, magari in abbinamento a pesce affumicato.

Marsala Baglio Florio

Terre Arse (Cantine Florio): ideale come aperitivo abbinato a pesce affumicato, bottarga e Parmigiano Reggiano. Grande vino da meditazione, particolare col cous cous di pesce.

Marsala Terre Arse

Marsala Superiore Riserva 10 anni DOC (Marco De Bartoli): fortificato con una mistella ottenuta da mosto fresco e acquavite prodotta con la stessa uva da cui si ottiene il vino base, matura per più di dieci anni in fusti di rovere; si sposa bene con dolci, mostarda, marmellate e formaggi erborinati.

Marsala superiore De Bartoli

Le principali cantine organizzano degustazioni e tour. Vale assolutamente la pena organizzare un viaggio da queste parti, visitare Marsala e i suoi bellissimi dintorni e fare soprattutto la conoscenza con questo vino tanto particolare!

Scritto da Mariachiara Manopulo

Sposata e da pochissimo mamma, ho un lavoro nel mondo della comunicazione e un incontenibile amore per il cibo, il vino, il mangiare bene, a casa e fuori. Mi piace moltissimo viaggiare, e andare alla ricerca di specialità e prodotti locali, nei mercati, nelle trattorie, ma anche nei ristoranti stellati.

Mariachiara Manopulo esperta di vino

Print Friendly, PDF & Email

No Comments

    Leave a Reply

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: