Vini dal cemento: le "Argille" di 47 AnnoDomini - I golosi itineranti

Vini dal cemento: le “Argille” di 47 AnnoDomini

Pensereste mai che un vino possa essere affinato in materiali diversi dal tradizionale legno delle botti o dell’acciaio?

A essere sinceri non è così strano: in passato infatti, diversi erano i metodi di conservazione del vino, come cemento o anfore di argilla e via dicendo. Tutt’oggi alcune aziende li sperimentano con le conoscenze più moderne creando prodotti molto interessanti e meritevoli.

Oggi vi parlo proprio di un vino che ha seguito un affinamento di due anni in “botti” di cemento, e almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. Il suo nome è “Argille-Cabernet di Cabernet” ed è un prodotto della cantina 47 AnnoDomini.

La cantina

Situata lungo la Treviso Mare, nel roncadese, 47 AnnoDomini è una cantina dalla cornice un po’ romantica dove tutto sembra studiato per farvi sentire a vostro agio. Il design moderno e raffinato  degli spazi, è unito a un clima giovanile e alla mano di chi è pronto a riceverti per far due chiacchiere sui loro vini.

E lo stesso vino è semplice, diretto, a tratti deciso ma sempre con una punta di eleganza a contraddistinguerlo. Una volta che vi siete messi comodi (e si sta comodi per davvero), concentratevi sui vini e lasciatevi guidare nella degustazione. Non c’è niente di meglio che poterlo fare in un contesto assolutamente informale!

Dal terreno argilloso e ricco tipico della zona del Piave, l’azienda ricava vini tradizionali come Cabernet sauvignon, Merlot, Prosecco e altre tipologie di vino locale, anche con certificazione bio e vegan. Per maggiori informazioni vi rimando qui.

Ottimo anche il rapporto qualità prezzo, decisamente vantaggioso per i consumatori che non vogliono rinunciare a una buona bottiglia di qualità anche sotto i 10 euro.

Il vino: le “Argille”

E’ impossibile non rimanere colpiti dal look decisamente insolito ma al tempo stesso accattivante di questa bottiglia:  vetro ricoperto di cemento, aspetto elegante e rustico, etichetta in pelle attaccata manualmente.

Una volta che avrete finito di essere stupiti per la sua bellezza però, concentratevi: state per degustare un vino insolito ma che saprà darvi delle belle emozioni.  Cabernet IGT ottenuto da un 50% di uve cabernet franc e 50% di uve cabernet sauvignon, rappresenta senza dubbio uno dei prodotti di spicco dell’azienda.

Assaggiamo l’annata 2014 e sono subito sorpreso dal fatto che il prodotto di un’annata così poco “fortunata” (sicuramente per i rossi), possa rivelarsi così piacevole e complesso.

Siamo infatti davanti a un vino dal colore ricco e intenso, dal profumo intrigante e complesso, caldo, di frutta matura, spezie, persistente e con qualche punta di cacao e cenere.

In bocca si conferma elegante, avvolgente, morbido, persistente e abbastanza armonico grazie a dei tannini decisi ma non aggressivi.

Con cosa abbinarlo

Un vino veramente piacevole da bere e malgrado la proposta di abbinamento con il cioccolato, mi viene già fame al pensarlo abbinato a un gustoso piatto di brasato o un filetto al pepe verde.

Se abbinato come unico vino a un’unica portata non posso che pensare, invece, a una splendida portata a base di agnolotti ripieni al ragù di selvaggina.

Non voglio però deludere gli amici vegetariani: questo vino può ben prestarsi all’abbinamento con portate a base di formaggi abbastanza strutturati, o a primi piatto a base di tartufo, eventualmente anche con del tempeh speziato. Attenzione a non esagerare con le spezie però, solo il vino vi scalderà con…ben 15° 🙂

Considerazioni finali

Personalmente sono soddisfatto del prodotto di cui vi ho appena parlato perché ritrovo nel bicchiere un vino qualitativamente significante e piacevole. Inoltre sono soddisfatto di aver conosciuto una tecnica di affinamento a me poco conosciuta!

Ci sono vantaggi percettibili a bere un vino affinato in cemento? Esattamente come per la differenza tra botte di legno e acciaio, numerosi e differenti sono i pareri a riguardo, nonché i pro e i contro.

Potrebbe ad esempio succedere che un determinato vino prodotto in determinata zona dia il meglio di sé con un piccolo passaggio in botte anziché in cemento, o viceversa.

Sapere che un vino è stato “passato in botte” fa sempre figo, per non parlare della “barrique”, un termine con cui ci sentiamo sicuri di non sbagliare: porteremo senz’altro a casa un prodotto di qualità. Non sempre, tuttavia, possiamo darlo per scontato.

Mi vien da dire che più che andare alla ricerca della tecnica migliore o peggiore, quello che conta è sempre il prodotto finale e come il produttore operi alla qualità sfruttando al meglio gli strumenti che possiede.

Siate sempre curiosi: chiedete, informatevi, confrontatevi ma soprattutto…divertitevi!

 

Alla prossima!

 

Tutte le immagini sono state prese dal sito di riferimento dell’azienda 47 AnnoDomini.

Print Friendly, PDF & Email

Comments (6)

  • Rosy 4 settimane ago Reply

    Io sono appassionata di vini ma questa è stata una vera scoperta!

    golosiitineranti 4 settimane ago Reply

    Sono contento, è sempre bello conoscere cose nuove! Che vini ti appassionano di più? 🙂

  • Paola 4 settimane ago Reply

    Molto interessante, mi hai fatto scoprire il vino affinato nel cemento che non conoscevo. Non sono una grande intenditrice, ma amo sperimentare gusti nuovi e questo vino mi incuriosisce davvero molto. La bottiglia poi è FAVOLOSA.

    golosiitineranti 4 settimane ago Reply

    Felice di averti fatto scoprire una cosa nuova 🙂

  • Silvia 4 settimane ago Reply

    Ne avevo appena sentito parlare ma dopo la tua degustazione mi hai fatto proprio venir voglia di provarlo! grazie!

    golosiitineranti 4 settimane ago Reply

    E’ un buon bicchiere di vino, provalo 😉

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: