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Una coccola sana: vellutata con cavolo nero, zucchine e porri

Esiste un comfort food sano? Be’, anche sì, l’importante è che appunto ci conforti e ci consoli, facendoci sentire coccolati.

Qual è il vostro comfort food? Cosa vi emoziona e vi riempie di nostalgia?

Personalmente mi emoziono con il ragù di carne (come lo faceva mia nonna però!), con i dolci alla cannella e con le vellutate. Oggi vi parlerò di queste ultime, che ricorrono spesso sulla mia tavola in autunno e in inverno.

I pro della vellutata

  1. È colorata: potete giocare con tutti i colori dell’arcobaleno quando si tratta di verdure e legumi! Arancione (zucche e carote), viola (carote, patate e cavoli viola), verde (cavoli, zucchine, coste, piselli, spinaci, biete), rosso (peperoni, pomodori, barbabietola e rape), giallo (peperoni, datterini gialli, patate), marrone (melanzane, fagioli, castagne e funghi)…potrei andare avanti all’infinito.
  2. È versatile: potete fare tutti gli abbinamenti che volete, le verdure se combinate bene sprigionano ancora di più il loro sapore. Mi diverto a fare vellutate svuotafrigo, in cui veramente butto a caso tutte le verdure che ho, e i risultati sono sorprendenti!
  3. È facile: quando non avete tempo o voglia di mettervi a cucinare cose complicate c’è una soluzione a tutti i vostri problemi:  mettere su il brodo, buttarci dentro le verdure tagliate molto grossolanamente e poi frullare il tutto.
  4. È vellutata: per me l’assenza di pezzi nelle zuppe è importante; certo, mangio anche il minestrone con i pezzi, ma il top resta per me una zuppa liscia in cui casomai aggiungere dei crostini croccanti per fare contrasto. Sarà una reminiscenza infantile, chissà.
  5. È scenografica: bastano pochi accorgimenti per rendere la vostra vellutata la star della serata; giocate con i colori degli ingredienti, con l’abbinamento dei piatti e della tovaglia e soprattutto con la decorazione: ci sta sempre bene una spirale di panna acida, una spolverata di crostini alle erbette o magari una parte degli ingredienti principali lasciati interi.
  6. È sana e leggera: se non la appesantite con panna, formaggio o farina, la vellutata è un piatto sanissimo e soprattutto leggero. Tuttavia se siete dei puristi come lo ero io una volta e per voi la vellutata non è tale senza la sua base di roux bianco (farina e burro), non fatevi problemi: la vostra vellutata sarà ancora più piacevole e cremosa.

Spero di avervi convertiti tutti alle vellutate, qui sotto intanto condivido la ricetta dell’ultima che ho fatto. È nata completamente per caso (dovevo sbrinare il frigo) ed è stata un successone.

Ingredienti per 4 persone

1 litro e mezzo di brodo vegetale

4 zucchine

1 porro medio

4 ciuffi di cavolo nero (circa 250 g)

sale e pepe q.b.

1 cucchiaio di olio evo

Procedimento

Lavate le verdure e affettatele: il porro e le zucchine a rondelle, le foglie di cavolo a pezzi. Preparate il brodo vegetale come più vi piace – io utilizzo un brodo granulare bio molto saporito -e portatelo a bollore.

In un’altra pentola a bordi alti scaldate l’olio evo e fate soffriggere i porri; quando avranno rilasciato la loro acqua di vegetazine e saranno diventati trasparenti aggiungete le zucchine e il cavolo nero. Coprite le verdure con il brodo bollente fino a coprirle (non dovete versarlo proprio tutto, se no la vellutata risulterà troppo liquida).

Riportate a bollore, salate e pepate e cuocete per almeno 30 minuti a fuoco medio. Quando le zucchine saranno morbide potete frullare tutto con il minipimer.

Servite bollente e con una pioggia di crostini appena sfornati.

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