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Pesto di fave o marò rivisitato

Avere un orto e coglierne i frutti dà un’immensa soddisfazione, più a km 0 di così non si può.

Una soddisfazione ancora più grande è cucinare con i prodotti appena raccolti.  Mio padre quest’anno ha provato a coltivare le fave, un legume che conosco poco perché in veneto non si trova spesso.

La particolarità delle fave è che vanno mangiate fresche: già uno, due giorni dopo averle raccolte cambiano completamente sapore (in peggio), quindi mangiatele appena raccolte che sono la fine del mondo. Noi le abbiamo mangiate sia crude che spadellate con olio e aglio, ma ho deciso di tenerne da parte una piccola porzione per fare una crema o pesto che dir si voglia, da spalmare su un bel crostone o da usare come condimento della pasta.

Mi sono ispirata al marò ligure, ma ho apportato delle modifiche a mio gusto.

Ingredienti per una ciotola di pesto



150 g di fave fresche

1/ spicchio d’aglio

30 g di mandorle

2 cucchiai di yogurt

20 g di pecorino grattugiato

sale e olio evo

una spruzzata di succo di limone

Iniziate con il lavoro più noioso: sbucciare le fave. Dopo averle tolte dai baccelli, munitevi di un coltellino, incidete la buccia e sgusciatele.

Il resto è una passeggiata: mettete le fave e tutti gli altri ingredienti in un pentolino alto e stretto e frullate il tutto con il minipimer; io ho lasciato il pesto con una consistenza rustica, ma se lo volete bello liscio frullate più a lungo.

Potete condirci la pasta oppure fare come me, dei bei crostoni su cui ho anche messo i miei pomodorini confit (rassegnatevi, li schiaffo ovunque), che per inciso ci stavano benissimo!

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