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Il cuore d’Italia: l’Umbria

Oggi parliamo di una regione che mi è molto cara, e in cui respiro un’atmosfera familiare ogni volta che ci torno: sto parlando dell’Umbria, che qualcuno non sbagliando definisce il cuore d’Italia, piccola e addentrata com’è, ma soprattutto per le grandi emozioni che regala a ognuno che vada a farci un viaggio. Verde, arte antica, spiritualità e chiaramente, ottima cucina locale, sono le parole-chiave per chi fosse interessato a conoscere cosa rappresenta maggiormente questa splendida regione.
Non so se mi sono innamorato dell’Umbria già durante il viaggio che intraprendevo da Treviso per raggiungerla, forse semplicemente perché man mano che si scende verso sud, il paesaggio si arricchisce di prati verdi e colline colorate in base alla stagione che si sceglie per andare. Di certo non dimentico anche parte delle strade dissestate e il fatto che in questa cornice romantica sono anche riuscito a perdermi più volte prima di raggiungere la mia destinazione, ma è anche questo il lato bello di chi parte per una piccola avventura!

Abituato al tran-tran caotico delle nostre città, scendere in Umbria e trovarsi in mezzo a campi e posti dimenticati da Dio (tipo Cannara, dove ho alloggiato la prima volta), nonché immersi nell’inaspettata tranquillità che emanano gli stessi abitanti della zona, può all’inizio creare una specie di “scombussolamento”, ben presto tuttavia risollevato dal senso di pace che si prova a percorrere strade e piccoli e deliziosi centri cittadini costruiti con pietre a vista e dove si cammina sotto le case dei paesani respirando il profumo dei loro pranzi domenicali che bollono in pentola e facendoti venire voglia di essere un “terzo incomodo”.
Non manca di certo una certa “caoticità” quando si scende verso centri cittadini più grossi, come Perugia, un autentico casino per arrivarci e parcheggiare decentemente la macchina! (affare che tuttavia può essere risolto arrangiandosi negli spostamenti in treno).

 Mi chiedo, da turista, come gli abitanti di certi borghetti come la splendida Spello, trovino così naturale spostarsi a piedi o in macchina in stradine talvolta strette e alternando salite e discese: ma è una considerazione che ho spesso quando viaggio, in quanto da turista si vive un ambiente in un modo totalmente diverso da chi ci vive.

Ad affascinarmi maggiormente è la grande disponibilità di avere a portata infiniti paesaggi ricchi di olivi, filari di vigneti, campagne attive e qualche rilievo montuoso che fa da cornice a questa splendida regione.

Ma non manca nemmeno l’occasione di fermarsi ad ammirare una caratteristica tipica umbra: lo spirito fortemente storico di questa parte d’Italia dove ancora ci si può fermare a respirarne l’atmosfera tenuta in vita dall’attuale presenza di edifici, chiese, fontane e altre testimonianze che fotografiamo per ricordo ma che quando siamo li davanti ci fanno chiudere per qualche istante gli occhi a immaginare come potesse essere la vita nell’epoca in cui certe opere e monumenti sono stati costruiti. O almeno, questa è una sensazione che mi accompagna spesso nei viaggi che intraprendo.
Uno dei luoghi più interessanti che scopro è Bevagna, un grazioso borghetto dove perdersi soprattutto ad osservare la vita di paese: sarà perché ci capito di sabato, quando la gente si dedica alle spese del fine settimana e si ferma nelle pasticcerie a metà mattina con assoluta tranquillità, ma mi pare di poter cogliere la quotidianità di un paesino e delle sue tradizioni.

Tra una meta e l’altra, impossibile non fermarsi da qualche parte ad assaporare qualche piatto tipico umbro, classico esempio di cucina povera ma “ricca”, dove trionfano preparazioni a base di legumi tra cui troviamo, per esempio, la roveja, o salumi tipici e dai nomi anche divertenti come palle del nonno e coglioni di mulo, piatti delicati e aromatici a base di profumatissimi tartufi, ma anche semplici come delle fette di pane con un generoso filo di olio nuovo, intriganti come la rocciata da consumare a colazione o come dolce a fine pasto. Per non parlare dei numerosi punti vendita di prodotti tipici, dove è fantastico perdersi a scegliere tutte le più ghiotte specialità da portarsi a casa!
Ogni locale tipico magari con la sua porta di legno vecchia all’ingresso, sembra ospitale e propenso a offrire delle vere delizie da gustare, tanto che è difficile decidere dove fermarsi! Forse il posto più suggestivo l’ho provato a Torre del Colle, una minuscola frazione del comune di Bevagna collocata, per l’appunto, su una piccola collinetta suggestiva dal punto di vista panoramico: si stima che gli abitanti siano solo 33, e dove si trova il Serpillo, questo locale dove la cucina umbra è un po’ rivisitata insieme a piatti più “moderni”. A suggerirmi questo posto è stata una negoziante hippy che incontro a Bevagna intento a cercare souvenir: il suo, in confronto all’atmosfera un po’ storica che caratterizza gran parte dei paesini umbri, è decisamente insolito, colorato e ricco di ninnoli etnici e misto africani. Lei però mi piace da morire, ascolta dell’ottima musica e dopo aver scelto cosa comprare ne discuto con lei, e lei mi scrive su un pezzo di carta qualche artista da ascoltare; poi mi suggerisce questo posto dove mangiare, è gestito da suo figlio e ci tiene, da mamma, a fare un po’ di pubblicità; non era affatto di strada per me tornare a Torre del Colle, ma feci in modo di andarci perché mi sembrava un modo per ringraziare quella negoziante hippy degli “scambi culturali” che avevamo avuto quella mattina.
Tornando alle specialità della cucina umbra, per quanto riguarda il vino invece, potreste provare un bel sorso di Montefalco Sagrantino o una bella Riserva di Torgiano Rosso, in entrambi i casi due belle interpretazioni di rosso regionale!
Il cuore lo lascio in un posto speciale che non può che darti la sensazione di essere in pace col mondo quando ti ci trovi: Assisi.
Certo può creare qualche disagio spingersi tra la folla che scende verso una delle basiliche più note d’Italia, o non potersi godere appieno la bellezza degli affreschi sui muri perché una guardia è pagata per ripetere per tutto il giorno “no photo please” ai turisti che se ne fregano e continuano a fotografare finché vengono presi per un orecchio; e sicuramente è riduttivo dire di avere amato Assisi a tal punto da portarsi a casa prima uno dei numerosi souvenir a disposizione che qualcosa di più ricco dentro; la verità è che tutto il mondo in fondo è caotico, ma quando passeggi per Assisi tutto il resto è trascurabile e desideri solo assorbire l’atmosfera che ti circonda.
Per i più fedeli e credenti, ma anche per i semplici turisti, una tappa obbligatoria dopo Assisi è passare per Santa Maria degli Angeli, dove si resta di stucco quando all’interno della Basilica si trova una piccola chiesa, la Porziuncola, dove si dice che San Francesco, intento a pregare il Crocefisso di San Damiano, udì una voce che gli diceva “Va’ e ripara la mia Chiesa”.
[ps: Qui le foto davvero non le potete fare. Seriamente, vi prendono a calci.]
Quando farete ritorno da questa regione meravigliosa, potreste sorprendervi a pensare che è’ così che a volte è bello vivere: un viaggio, una musica, una buona cucina e, soprattutto, una terra da vivere e respirare.
Siti web utili:
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