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Zuppa di roveja e tarassaco

 Con questa ricetta ho voluto celebrare un ingrediente tipico della prossima tappa dove vi porteremo a breve: l’Umbria. L’ingrediente protagonista è la roveja, un’antica varietà di pisello che, a vederla, a me ricorda sempre dei grossi grani di pepe colorato! Quella di Civita di Cascia è Presidio Slow Food, e si semina a marzo per poi raccoglierla tra fine luglio e inizio agosto. Un legume ricco e sicuramente gustoso per preparare ottime zuppe caserecce, ma non solo: dalla macinazione della roveja si ottiene infatti anche una farina con cui preparare una classica “farecchiata”, ossia una polenta dal gusto delicato e lievemente amarognolo, che potrebbe accompagnare, ad esempio, un piatto di seppie in umido, ma anche essere servita con qualche filetto di guanciale.



La zuppa che vi propongo è molto facile da preparare; la parte più “rognosa” è aspettare 12 ore di ammollo della roveja (io l’ho comprata secca).

Ingredienti:

– 150g di roveja secca messa in ammollo

– 2 carote di medie dimensioni (o 1 batata)

– mezza cipolla bianca

– 1 mazzetto di tarassaco (calcolate che in cottura riduce di molto il suo volume)

– 150g di farro decorticato



Procedimento:

– Dopo l’ammollo della roveja, fate rosolare la cipolla su una pentola a bordi alti, aggiungete le carote o la batata a dadini e, successivamente, la roveja e il tarassaco; mescolate velocemente, poi aggiungete il farro e infine l’acqua per il doppio del volume

– Fate cuocere a fuoco lento per circa 1 ora dall’ebollizione, aggiustando di sale

– Quando servite, insaporite con del buon olio evo, eventualmente con qualche fettina sottile di guanciale o una crosta di parmigiano

 

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