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Una fetta di Sicilia: Siracusa e cheesecake al pistacchio e amaretti

Per concludere in bellezza i post sulla Sicilia, dedico la “puntata” di oggi ad una città bellissima, che mi ha conquistata: parlo di Siracusa, o più precisamente di Ortigia, la città vecchia.
Ci sono stata due volte e ci tornerei anche subito!
Adesso vi spiegherò e vi mostrerò il perché!


Quando sono arrivata a Ortigia era una bellissima giornata di sole e la prima cosa che mi ha colpita è stata proprio la luce intensa: le case, le strade, le chiese sono tutte bianche e quando c’è il sole resti letteralmente accecato da tutto questo biancore.
 La zona di Ortigia è interdetta alle macchine, per cui è ancora più bello perdersi nelle viuzze e godersi la visita.
 
  
La città vecchia è piccolina e si gira tranquillamente nell’arco di una giornata, ma ci sono tante cose da vedere: i musei (consigliato quello del papiro), il Castello Maniace, il Duomo, le piazze, i resti di templi…
 
Ci sono tantissimi negozietti di arte moderna e di artigianato, è difficile andarsene senza aver comprato nulla. Poi c’è una bellissima passeggiata sul lungomare, che percorre il perimetro della penisola.
 
  
Tra le peculiarità del posto c’è una sorgente naturale, la Fonte Aretusa, dentro cui crescono da sempre diverse piante di papiro.
 
A circa un km da Ortigia c’è il Parco Archeologico Neapolis, al cui interno ci sono il Teatro Greco, l’anfiteatro Romano, l’ara di Ierone, le latomie (delle cave di pietra poi adibite a prigioni)e le Necropoli. Se avete tempo vi consiglio di dedicare una giornata a Ortigia e di trascorrere il secondo giorno al Parco Archeologico.
 
 
La cosa che più mi è piaciuta è stato assistere a una tragedia messa in scena al Teatro Greco: era la Fedra di Seneca ed è stato emozionante essere seduta su quei gradoni di pietra di sera e all’aperto, proprio come i siracusani di un tempo.
 
L’Orecchio di Dionisio è una latomia dalla forma che ricorda un orecchio, ma l’origine del nome deriva in realtà dalla leggenda che il tiranno Dionisio ascoltasse di nascosto le parole dei suoi nemici rinchiusi nella grotta, poiché vi si crea un eco notevole.
 

Un’altra cosa bella di Siracusa è che anche se il sole picchia forte c’è sempre una brezza piacevole che ti dà un po’ di sollievo. Questa città mi comunica un senso di pace e serenità e non vedo l’ora di tornarci.

Cheesecake pistacchi e amaretti

 

Vi lascio con una ricetta d’ispirazione siciliana, una cheesecake ai pistacchi e amaretti che adorerete!

 

Ingredienti

200 g di amaretti

60 g di burro

1 cucchiaio di zucchero di canna

200 g di mascarpone

250 g di ricotta

150 g di robiola

250 ml di panna liquida

120 g di zucchero di canna

1 vasetto di crema di pistacchio (il top è “La golosa” di Bacco)



Sbriciolate gli amaretti riducendoli in polvere e unite lo zucchero di canna. Fondete il burro e una volta freddo incorporatelo ai biscotti. Versate il tutto in uno stampo a cerniera e compattate bene sul fondo per fare la base del dolce. Mettete in frigo.
Mescolate i formaggi con lo zucchero di canna e la crema di pistacchio. Aggiungete la panna montata al composto e mescolate bene.
Versate il tutto sulla base di biscotti, livellate con una spatola e tenete in frigo sei ore prima di servire la cheesecake.
Per decorare spolverate con dei pistacchi tagliati in modo grossolano e degli amaretti sbriciolati.
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