Loading...

Una fetta di Sicilia, seconda parte: Etna e paste di mandorla

Etna, Mongibello,’a Muntagna…questo complesso vulcanico ha molti nomi e colpisce chiunque lo veda. I siciliani amano l’Etna, nonostante negli anni le eruzioni abbiano causato diversi danni a Catania, Linguaglossa e alle città limitrofe.



 

Tuttavia questa montagna, o per meglio dire, questa vastissima area vulcanica è fonte di grande ricchezza per il territorio.
Ricchezza derivata non solo dal turismo ma anche dall’agricoltura: viti, pistacchi, mandorle, ulivi, agrumeti..il terreno vulcanico è molto fertile. La cosa che più mi ha colpita quando sono andata sull’Etna per la prima volta è stata proprio la ricca vegetazione: bellissime zone boschive nella parte bassa e a mano a mano che si sale gli alberi si diradano e si trovano le betulle dell’Etna e le immancabili ginestre, anch’esse endemiche.

Nelle zone più alte si trovano distese di astragalo, una pianta bassa e spinosa a forma di cuscinetto, per questo chiamato anche “cuscino della suocera”; poi c’è il tanaceto, da cui si estraeva un liquore (donna vita) che si credeva allungasse la vita; il romice, che picchietta di rosso le lande vulcaniche…e tantissime altre piante e fiori.

Per questo motivo il paesaggio vulcanico è molto colorato: al nero della lava si uniscono il giallo, il verde e il rosso.
Ci sono diverse escursioni che si possono fare sull’Etna, ma sostanzialmente i punti di partenza sono due: Piano Provenzana e il Rifugio Sapienza. Piano Provenzana (Etna Nord) è raggiungibile da Linguaglossa, mentre il Rifugio Sapienza (Etna Sud) si raggiunge da Nicolosi.
Piano Provenzana si presta per delle escursioni semplici e a bassa quota, come quella lungo la colata lavica del 2002. Se invece volete salire sui crateri sommitali dovete prendere la funivia dal Rifugio Sapienza.
 
 
Io ho avuto la fortuna di fare diverse escursioni, due delle quali con Etna People, un’agenzia che organizza gite di diverso tipo sull’Etna e alle Gole dell’Alcantara. Entrambe le guide che ho avuto sono state bravissime e ci hanno fatto fare dei percorsi sempre diversi.
Ho anche avuto modo di tornare sull’Etna con i miei genitori e con i miei zii, a quel punto ero ormai diventata un’ “esperta”!
 
Raccomando a tutti di fare almeno un’escursione sull’Etna, se siete nella zona di Catania: non rimarrete delusi!
Quando si parla di Etna è quasi d’obbligo nominare le Gole dell’Alcantara: spesso di ritorno dalla montagna è comodo fermarsi qui per rinfrescare i piedi nel fiume e ammirare i basalti colonnari.
 
 
Per non farci mancare nulla, concludo il post con la ricetta delle paste di mandorla, dopo i cannoli sono i dolci più famosi della Sicilia. La cosa bella è che servono pochi ingredienti e che si possono aromatizzare al gusto che preferite: arancia, pistacchio, limone…io personalmente preferisco quelle classiche. La ricetta mi è stata data da una carissima amica: grazie Claudia!

Ingredienti

500 g di mandorle pelate
3 albumi
150 g di zucchero a velo
(2-3 gocce di essenza di mandorle)
Mettete le mandorle nel mixer per ridurle in farina. Montate gli albumi a neve ferma. Unitevi prima la farina di mandorle e poi lo zucchero. Formate delle palline schiacciate o delle S e disponetele sulla teglia appena distanziate.
Infornate a 180° per 7 minuti, toglietele appena iniziano a dorarsi.
Oltre ad essere un dolcetto semplicissimo da fare, vi stupirà per la sua bontà. Posso dire di aver fatto la cura di paste di mandorla quando ero giù!
Print Friendly, PDF & Email

No Comments

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: