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La mia Venezia in tre ricette

Questo articolo è dedicato alle mie origini: un breve itinerario gastronomico attraverso delle personali interpretazioni di alcuni ingredienti fondamentali della cucina veneziana: sarde in saor, frittura di sarde e “gò”, polenta! Sono ingredienti che amo cucinare (e ovviamente mangiare!), e che rappresentano solo in parte una tradizione che mi accompagna da sempre a tavola.
L’odore penetrante e salmastro che caratterizza i “rii” di Venezia si può anche solo immaginare quando ci si è stati almeno una volta, negli ultimi minuti che rimangono quando col treno si arriva lentamente alla stazione di Venezia Santa Lucia. Una volta scesi, si esce sul Piazzale Roma avvolti da un via vai di persone, per gran parte turisti che vengono a visitare una città considerata tra le più romantiche del mondo.
E’ una bella atmosfera, anche nelle giornate più “affollate”, perché sembra che Venezia dia sempre una sensazione di tranquillità a chiunque percorra i suoi vicoli.

Sarde in saor veloci

La cucina veneziana sposa una tradizione fondata su ricette di mare e di terra, dove incredibili sono i sapori  che provengono da abbinamenti di ingredienti poveri, come le tradizionali sarde in saor, a base di sarde, cipolle agrodolce e uvetta.
Io, le ho reinterpretate con alcune piccole varianti rispetto alla tradizione: utilizzando la cipolla rossa anziché quella bianca, e senza friggere le sarde; in questo modo ho ottenuto un piatto gustoso ma al tempo stesso più veloce da preparare e più leggero.

Ingredienti:

– sarde fresche (circa 500g)

– 2 cipolle (potete usare indifferentemente quelle bianche o quelle rosse)

– 1 manciata di uvetta

– aceto di mele

– farina di riso q.b.

– olio di semi q.b.



Procedimento:

– Affettate e rosolate le cipolle in abbondante olio, poi sfumatele con aceto di mele

– Nel frattempo passate le sarde nella farina di riso, poi aggiungetele alle cipolle, girandole delicatamente da un lato e dall’altro per qualche minuto e coprendole man mano con le cipolle; aggiustate di sale

– A fine cottura, aggiungete le uvette, precedentemente ammollate in acqua (o vino bianco)

– Lasciate le sarde riposare adagiandole su un contenitore dove disporle a strati alternandole alle cipolle e versando qualche filo d’olio di semi tra essi

– In frigo, possono durarvi anche 2/3 giorni (in tal caso copritele con più olio)

Frittura di gò



Ma quando vi fermate in qualche cicchetteria veneziana, non potrete resistere dal prendere anche un bel cartoccio di frittura di pesce fumante! La scelta è vasta, tra calamari, sarde, bocconcini di merluzzo, io ho voluto provare una frittura mista di sarde e “gò”, una varietà di pesce tipico della Laguna con cui si cucina anche un gustoso risotto.



Sbrisolona di polenta

  

Infine ho voluto rendere omaggio alla cucina veneziana con la ricetta di un dolce che unisce due tradizioni: una “sbrisolona” preparata con la polenta, il “pane” della tavola!

Ingredienti:

– 100g di polenta già cotta

– 200g di farina di mais fioretto

– 30/40g di burro morbido

– 100g di zucchero di canna chiaro

– 1 pizzico di sale

– 1 uovo

– 100g di mandorle intere

Procedimento:

– Frullate le mandorle con lo zucchero e  impastate tutti gli ingredienti come preparereste una normale frolla: utilizzando la polenta avanzata e unendola all’impasto, questa tenderà a renderlo più “umido”, rendendo quasi superfluo l’utilizzo di burro, che tuttavia aggiungiamo in parte per dare morbidezza e aroma (la sbrisolona tradizionale ne prevede abbastanza!)

– Io ho utilizzato come farcia una crema di cacao, ma potete usare quella che preferite!

 

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